Una mostra nei castelli di Castel del Monte, Bari e Trani su Federico II e il De Arte venandi cum avibus

“Il potere dell’armonia. Federico II e il De Arte venandi cum avibus” è il titolo della mostra che si è articolata nei maestosi castelli di Castel del Monte, Bari e Trani e che ha avuto come obiettivo quello di promuovere il leggendario volume federiciano e la sua attualità.

Nell’iniziativa sono stati coinvolti, ognuno per l’eccellenza che rappresenta nel proprio campo, quattro personalità di primissimo piano. Il Maestro Riccardo Muti, originario dei luoghi dove si erge Castel del Monte, ha scelto le musiche per accompagnare il visitatore nella visione e nella lettura del Trattato. Ortensio Zecchino, presidente dell’Enciclopedia Federiciana della Treccani, è autore delle fotografie che attualizzano il Trattato e che ha scattato proprio nei luoghi in cui Federico II era uso andare a caccia. Anna Laura Trombetti, ordinaria di storia medievale all’Università di Bologna e massima specialista del Trattato, avendone curato l’edizione critica e la prima traduzione completa in italiano, ha realizzato l’apparato scientifico su cui si snoda la mostra. Piero Pizzi Cannella, fondatore della Nuova Scuola Romana e uno dei maggiori esponenti dell’arte figurativa, ha dipinto le pagine del manoscritto e una monumentale scenografia, allestita a Castel del Monte.

La mostra è stata realizzata dalla casa editrice “Il Cigno”, “Novapulia”, in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e il Centro di Studi Normanno-Svevo. La mostra si articola in tre tappe: Castel del Monte accoglie il visitatore e lo proietta nel Trattato federiciano privilegiando le pitture di Pizzi Cannella; a Bari è fruibile la straordinaria campagna fotografica condotta da Ortensio Zecchino, in buon parte nella Murgia e nel Tavoliere; Trani privilegia la multimedialità, con video che consentono di passare dalle pagine originali del Trattato alla traduzione e lettura delle pagine dello stesso. In occasione dell’inaugurazione sono state presentate anche le traduzioni del Trattato in arabo e in italiano.